Alcune delle arti marziali di nicchia e meno conosciute

Alcune delle arti marziali di nicchia e meno conosciute

Il vastissimo Mondo delle arti marziali, include un numero molto elevato di discipline, dalle nazioni asiatiche come il Giappone, la Cina, la Thailandia agli Stati europei come la Francia, per giungere infine ai Continenti Americani come Brasile e Stati Uniti, la storia delle arti marziali si fonde ed estrapola da se stessa un numero pressoché indefinito di stili. 

Karate, Kempo, Kung-fu, Jeet Kune Do, Ju Jitsu, Tai Chi Chuan, Capoeira, Kick Boxe, Judo, Mma, Aikido, Krav Maga, Wing Chun, Taekwondo, sono solamente alcune delle più conosciute arti marziali, ma oltre a quelle più diffuse, ve ne sono tantissime di diramazione e fusione che sfuggono anche agli occhi dei maggiormente esperti.

In questo brevissimo articolo dedicato alle arti marziali, accenneremo a 3 stili un pochino meno conosciuti di altri: il Sambo, la Thai Boxe ed il Savate.

Sambo: Fondato negli anni ’30, ma connotato dal nome attuale a partire dal 1946, la disciplina russa del Sambo è la fusione di varie tecniche cinesi e giapponesi, ma anche di arti marziali di certe nazioni da cui provenivano alcuni appartenenti all’URSS, ad esempio, Georgiani, Armeni e Mongoli.

La sua denominazione deriva dalla contrazione delle parole russe “Samozaschita Bez Orujia” che significano “combattimento senza armi”, per indicare che è una forma di lotta a mani nude.

Oggi il SAMBO è diviso in tre parti:

a – la parte sportiva (eseguita per gara, manifestazioni, ecc.)

b – quella che serve all’autodifesa personale da parte del grande pubblico

c – quelle relativa a speciali missioni, all’uso professionale come arte marziale vera e propria.

La parte sportiva assomiglia in fondo allo Judo, anche se con aspetti tecnici diversi (il Sambo ammette ad esempio di bloccare l’avversario per le gambe, cosa non ammessa nel Judo).

La parte di autodifesa è studiata sia per evitare i colpi dell’avversario, che per bloccarlo, che per evitare le armi che l’avversario potrebbe avere tra le mani.

La terza parte (quella che sarebbe più interessante per il professionista della difesa e della sorveglianza) oggi in Russia dovrebbe essere insegnata solo ad agenti di polizia, all’esercito o alle forze speciali. E’ una tecnica molto dura e molto difficile, che punta al tutto per tutto. L’autore dice: “sopravvivi ai tentativi di uccisione, e se sopravvivi colpisci duro in modo da vincere o uccidere a tua volta”.

Naturalmente le tecniche più pericolose e micidiali non sono usate durante le gare sportive

Thai boxe: arte millenaria ed altamente spettacolare, è una disciplina thailandese nata più’ di 2000 anni fa nella quale sono ammessi pugni, calci, colpi di gomito e con le ginocchia.

Altamente spettacolare, e’ destinata a diventare la tecnica di combattimento del futuro.

Savate: Di origine francese, il savate è un’arte piuttosto stilizzata, che comprende tecniche tipo Tae Kwon Do o del karatè, mescolate a quelle del pugilato occidentale.

L’origine di questo tipo di combattimento non è molto chiara: si dice che derivi da tecniche importate da marinai francesi, o impiegate dai marinai stessi per difendersi in luoghi lontani.